Riunito a Losanna per la sessione estiva, il Comitato centrale di Sportpress ha affrontato i temi lanciati dall’assemblea dei delegati dello scorso dicembre a Ginevra.Temi che sono stati riproposti a più riprese, in occasione dell’assemblea generale delle singole Sezioni, alle quali un membro di Sportpress presenzia regolarmente.
Ricordiamo che Sportpress era stata sollecitata da alcune sezioni affinché si chinasse sulla disaffezione dei soci, sulla mancanza di partecipazione agli eventi organizzati, e sulle difficoltà nel reperire membri di comitato per sopperire a partenze e dimissioni, problema particolarmente sentito in alcune regioni.
Sportpress prese posizione ricordando quale fosse la sua posizione e quali le sue funzioni, rimandando quindi la palla nel campo delle singole Sezioni – non senza aver fatto alcune proposte, tra le quali la fusione tra Sezioni limitrofe – affinché si attivassero alla ricerca di soluzioni che non sono competenza dell’associazione cappello.
Dopo un primo riscontro negativo e qualche critica giudicata fuori luogo, Sportpress ha proceduto a un invio di un secondo documento maggiormente dettagliato, accettato di buon grado da gran parte delle Sezioni.
La situazione è tornata alla normalità, anche se Sportpress deve registrare lo scioglimento (annunciato da tempo) della Sezione di Friburgo, rimasta per anni senza un comitato, affidata negli ultimi mesi a una taskforce che ha lottato invano per la sopravvivenza.
Sportpress ha deciso di contattare i responsabili affinché invitino i soci ad affliarsi a una Sezione di loro scelta, operazione necessaria per conservare la tessera, che altrimenti per statuto va restituita. Contatti sono già stati avviati con la Sezione Vaud.
Esclusa, soprattutto perché così si erano espressi molti responsabili delle singole Sezioni, la possibilità di introdurre la figura del socio individiale. Ne andrebbe dell’organizzazione stessa di Sportpress, e dell’identità regionale delle stesse, alla quale poche Sezioni sono disposte a rinunciare, in nome di difficoltà sormontabili, per quanto specchio di tempi decisamente complicati a livello nazionale.
Capitolo Corso di base : quello romando fa registrare una decina di adesioni, ma se ne attendono diciotto. Solo cinque, per contro, gli iscritti ai moduli di Macolin. Mellini ha proposto che i candidati ticinesi si uniscano ai colleghi svizzerotedeschi per fare in modo che il corso abbia luogo regolarmente. Questo compoterebbe la rinuncia da parte di ATGS all’organizzazione di moduli indipendenti in lingua italiana. Una misura che si rende necessaria, sia per non rinunciare per la seconda volta di fila al Corso base di Macolin, sia perché al momento anche il numero dei candidati ticinesi non consente l’organizzazione di moduli specifici. Una decisione definitiva in merito a questa opzione sarà presa dal comitato ATGS durante la prossima riunione estiva.