Stiamo vivendo grandi giornate olimpiche, gli aggettivi si sprecano, le emozioni si accavallano e ci sommergono. Abbiamo seguito con grande partecipazione e attenzione la splendida finale dei 100 metri delfino con Noè Ponti a guadagnarsi una splendida medaglia di bronzo, 21 anni dopo l’ultimo podio ticinesi ai Giochi estivi (del tiratore Michel Ansermet, a Sydney) e 101 anni quasi giusti dopo la prima medaglia conquistata da un atleta del nostro Cantone alle Olimpiadi (il tiratore Domenico Giambonini ad Anversa, il 3 agosto 1920).

Complimenti vivissimi a Noè Ponti per questo grande exploit e per la disinvoltura con la quale ha saputo affrontare il successo, un ragazzo di una simpatica incredibile e di una spontaneità disarmante.

Ma tutti i rappresentanti ticinesi meritano un grande complimento per i risultati raggiunti e già solo per il fatto di esserci a Tokyo. Se pensiamo a quanto vale il 5° posto di Ajla Del Ponte nella finale dei 100 metri di atletica, ci vengono i brividi, mentre in prospettiva sappiamo che il 12° posto di Filippo Colombo nella MTB è un risultato eccellente che aprirà la strada del successo all’atleta del VC Tamaro.

Mentre seguiremo con grande attenzione Ricky Petrucciani nella sua cavalcata sui 400 metri (il locarnese si è qualificato per la semifinale), indirizziamo un grande bravo anche a Michele Niggeler, lo spadista ticinese che si è dovuto arrendere nel primo turno della gara individuale allo statunitense Yeisser Ramirez e nel torneo a squadre non ha potuto festeggiare come era lecito attendersi per il passo falso della Svizzera. Ma per Michele era la prima Olimpiade, il talento c’è, il futuro gli porterà molte soddisfazioni.

In chiave ticinese, questa è davvero un’Olimpiade da sogno. E non è ancora finita…